sabato , 26 luglio 2014

Home » Materiali » Casi studio » 2012 l’anno crossmediale di Arianna e del suo The Huffington Post

2012 l’anno crossmediale di Arianna e del suo The Huffington Post

L’Huffington Post è il sito di informazione più visto negli Stati Uniti con 36 milioni di utenti unici al mese con un incremento del 47% rispetto al 2010.

Cifre da capogiro se pensiamo che il progetto ormai consolidato di Arianna Huffington è partito da un “blog collettivo” (per quanto con le spalle già larghe in termini di disponibilità economica e notorietà della fondatrice e di altri collaboratori) diventato ben presto una testata giornalistica quotidiana di riferimento nel campo dell’informazione online statunitense e non solo. Gli ultimi dati snocciolati dal gruppo in termini di pubblicazioni parlano di oltre 61mila post in un anno con milioni di commenti (6 milioni nel solo mese di gennaio 2011) arrivati anche grazie all’assunzione di 170 tra redattori e reporter e dall’engadgement di 9.884 blogger.

Il 2012 per il giornale di Arianna sarà l’anno della crossmedialità. L’Huffington Post, infatti, si sta attrezzando per sfruttare al meglio la fruizione delle informazioni attraverso molteplici piattaforme.

L’Huffington a luglio 2011 ha prodotto il suo primo e-book, acquistabile sui principali bookstore americani, dal titolo “A people’s history of the great recession” di Arthur Delaney.

E’ notizia di dominio pubblico invece quella che l’Huffington Post è sbarcato in Europa con la sua versione francese “Le Huffington Post” realizzata in collaborazione con Le Monde e presto ci sarà anche la versione italiana in collaborazione con il gruppo L’Espresso.

Infine, ma non è cosa da poco, la prossima estate verrà lanciato un canale video straming “The Huffington Post Streaming Network” con 12 ore di trasmissioni quotidiane in streaming. Una web TV a tutti gli effetti.

L’Huffington è diventato un caso scuola per tutti coloro che si occupano di informazione digitale e nuove forme di giornalismo (e di sostenibilità economica dello stesso…) quando tutte le nuove attività previste saranno a regime e nuovi progetti prenderanno forma il gruppo editoriale fondato dalla giornalista americana si collocherà con pieno diritto (come se non lo fosse già ora) tra le grandi “info-company” internazionali, probabilmente l’unica web based.

scroll to top