Ebook: nuova linfa per il giornalismo d’inchiesta?

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Informant (il relativo blog è davvero interessante!) è un editore di “long journalism” e giornalismo narrativo nato solo due mesi fa. La sua mission è quello di unire il piacere della lettura con buone pratiche del giornalismo e fornire un servizio ai giornalisti, soprattutto freelance, attraverso le sue pubblicazioni. Informat, si posiziona a metà tra un editore classico e un servizio di selfpublishing. Le royalties all’autore partono dal 30% e crescono con il crescere delle vendite e, inoltre, viene data una cifra forfettaria alla firma del contratto. 

Massimo Colasurdo, intervenuto a Book to the future per presentare la sua giovanissima creazione, introduce il discorso sui cosiddetti singles: dalle 5.000 alle 30.000 parole che trattano di argomenti di ogni genere in chiave giornalistica. Il format dei singles, più lungo di un articolo di giornale ma più corti dei classici libri d’inchiesta, negli USA è molto conosciuto e anche Amazon ha una sezione specifica “Kindle singles”.

In Italia, la prima iniziativa in questo senso è stata realizzata da La Stampa in collaborazione con l’editore 40K.

Altro ospite dell’incontro dal titolo “Giornalismo, ebook e long articles” di Book to the future è stato Iacopo Tondelli, direttore de Linkiesta. Il giovane ma già molto seguito quotidiano online ha aperto da poco una linea per ebook. Tondelli non fatica a sostenere che “i contenuti lunghi e di profondità su internet possono andare bene purchè portino con se buone ed interessanti informazioni (come dargli torto!). Secondo il direttore de Linkiesta la lunghezza di un articolo non repelle se tu pubblichi contenuti interessanti e di qualità. Su internet si può fare giornalismo di qualità e di approfondimento!

I problemi comunque ci sono e non sono di poco conto, infatti le strutture commerciali, pubblicitarie e di marketing attualmente non possono/vogliono valorizzare contenuti profondi in maniera diversa dal modo in cui valorizzano il resto dei contenuti sul web (pagamento a click).

Secondo Colasurdo, siamo giunti ad un punto in cui da una parte i social media hanno dato la possibilità di accelerare il racconto dei fatti e delle notizie per cui c’è bisogno di rallentare per approfondire i fatti,per questo gli ebook possono essere una buona soluzione.

La conclusione dell’incontro spetta a Paolo Stefanini, giornalista de Linkiesta e autore del primo ebook pubblicato dalla redazione del giornale online diretto da Tondelli. Secondo il giornalista, gli ebook giornalistici interrogano nuove forme e nuove modalità di raccontare la notizia. Nel formato ebook l’inchiesta lunga è l’oggetto ideale.

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