Appunti e spunti intorno al lettore digitale

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Venerdì 15 giugno parteciperemo a “Genov@ebook: editoria e digitale amici o nemici?” organizzato dallo staff della casa editrice genovese Quintadicopertina presso il Berio Cafè.

“Lettori e scrittori digitali” è il titolo dell’incontro al quale parteciperò insieme a Clelia Valdesi di Bookliners e Fabrizio Venerandi di Quintadicopertina.

Condivido qui alcuni appunti/concetti sui quali sto ragionando e di cui penso che si parlerà abbondantemente durante la discussione genovese. Il titolo dell’incontro e il contesto in cui si svolge (una serie di incontri che vogliono approfondire il rapporto tra l’editoria e le tecnologie digitali) sono di per se già ricchi di stimoli.

In particolare, ragionando sulla figura del lettore (abbastanza fumosa come entità in quanto contenitore di essere umani altamente eterogenei) più che su quella di scrittore, di cui sicuramente scriverò più avanti, le questioni da trattare sono numerose. Cerco qui di schematizzarle ponendole all’interno di una serie di considerazioni legate al rapporto tra il lettore e “il libro” alla luce delle potenzialità offerte dalle tecnologie digitali.

La prima questione da trattare è quella legata all’accesso ai beni culturali digitali e agli ebook nella fattispecie. Non è ancora (ma spero che presto lo diventi) vuota retorica parlare di digital divide e di accesso alla rete così come di accesso alla banda larga. Ancora numerose popolazioni, in Italia, subiscono un forte ritardo tecnologico e dunque sono impossibilitate anche solo a scoprire l’editoria digitale. Ma superato il problema dell’accesso alla rete rimane ancora vastissimo un “cultural gap” sulle sue potenzialità di un uso consapevole e corretto (se non altro al fine di raggiungere i propri scopi di conoscenza) di queste tecnologie. Men che meno gli ebook sono una tecnologia talmente diffusa per cui gli operatori del settore non hanno bisogno di occuparsi di come entrare in contatto con i potenziali clienti, tutt’altro.

Superato l’ostacolo dell’accesso, il lettore digitale inizia ad avere un peso concreto nel mercato degli ebook e dell’editoria digitale che va oltre la mera figura di “mercato” cui devono fare riferimento i marketers. Una volta entrato nel mondo del digitale il lettore è fonte di influenza sia diretta che indiretta verso chi produce e vende i prodotti editoriali. Nel contesto digitale la User Experience è fondamentale perchè gli ebook devono essere pensati e prodotti per rendere al meglio in un contesto in cui l’utente/lettore stabilisce i modelli di fruizione sempre meno condizionati dalla tecnologia come avviene ad esempio per la TV, il cinema e in minor misura per la radio. Il lettore sceglie lo strumento attraverso il quale fruire dei suoi ebook. Il lettore ha i suoi tempi e i suoi modi e il produttore non può fare a meno di considerarli fattori decisivi di cui tener conto per il successo delle proprie iniziative editoriali.

Il terzo punto da considerare è quello per cui il lettore può collaborare direttamente con i produttori o, in alcuni casi, anche alla lavorazione del prodotto editoriale stesso prima della sua uscita sul mercato. Il lettore si fa utente attivo nei confronti degli editori e degli autori grazie al potere di disintermediazione dei rapporti umani e sociali insito nella rete internet. In questo caso l’influenza del lettore non è più di tipo indiretto, bensì diretto nei confronti di tutti gli altri attori della filiera dell’editoria digitale. Il lettore può “potenziare” il suo passaparola attraverso una recensione sul suo blog o la diffusione di pareri e idee su un determinato prodotto attraverso i social network cui è iscritto interagendo così con altri lettori o potenziali tali. Esistono inoltre numerosi tool e web app pensati per favorire la collaborazione tra i lettori come ad esempio Bookliners che consente ai suoi iscritti di socializzare le proprie note e i propri appunti a lato del testo. Il lettore può anche interagire direttamente con l’editore e l’autore del testo in maniera pertinente e a volte decisiva su alcune scelte da prendere attraverso i social network.

Infine, il lettore può diventare egli stesso autore di un ebook, ma in questo caso il lettore cambia forma e diventa un autore che si autopubblica. Ma del self publishing ne riparleremo meglio quando ci occuperemo della figura dell’autore.

A pensarci bene le varie condizioni “tipo” del lettore digitale vanno a coprire un arco ideale in cui il livello di partecipazione e socializzazione all’interno del classico rapporto produttore-consumatore va dal suo livello minimo, che è quello dell’accesso al prodotto digitale, fino a quello dell’influenza diretta nella sua produzione o diffusione che è il grado massimo di interazione. Allo stesso modo, a ben vedere, mi sembra anche che a mano a mano che aumenta il grado di attività del lettore digitale cresce anche la necessità di competenze specifiche e, per forza di cose, la platea dei “coinvolti” si riduce.

Ribadisco, questo post non ha nessuna velleità sociologica, si tratta di una manciata di idee su un tema che coinvolge solo una parte (anche se in realtà in un mondo di link e interazioni, compartimenti stagni sono difficili da creare) del vasto settore dell’editoria digitale.

E tu, cosa pensi del lettore digitale?

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